Faccia da social

24.06.2026
Sempre più spesso ci fidiamo di chi parla in prima persona più che delle istituzioni, dei media o dei marchi. Cerchiamo volti, voci e punti di vista riconoscibili. Questa tendenza riguarda anche il mondo del vino.

Da qualche tempo osservo con interesse il lavoro sui social di Mattia Bianchini (Grillo Iole). Mattia non si limita a mostrare bottiglie, vigneti o premi: comunica sé stesso, il proprio carattere, le proprie idee e perfino le proprie eccentricità.

Può piacere oppure no. Ma non è questo il punto.

Il punto è che oggi Mattia è diventato parte integrante della comunicazione della cantina. La relazione nasce con lui e si estende al brand.

Un buon prodotto, un logo curato e una comunicazione istituzionale non bastano più: vogliamo vedere chi c'è dietro.

Questo non significa che ogni imprenditore debba trasformarsi in influencer. Significa però che chi riesce a essere riconoscibile dispone di uno strumento competitivo che molti concorrenti continuano a sottovalutare.

Perché la fiducia non si costruisce più soltanto attorno a un marchio, ma anche attorno a chi lo rappresenta.

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