Faccia da social
Da qualche tempo osservo con interesse il lavoro sui social di Mattia Bianchini (Grillo Iole). Mattia non si limita a mostrare bottiglie, vigneti o premi: comunica sé stesso, il proprio carattere, le proprie idee e perfino le proprie eccentricità.
Può piacere oppure no. Ma non è questo il punto.
Il punto è che oggi Mattia è diventato parte integrante della comunicazione della cantina. La relazione nasce con lui e si estende al brand.
Un buon prodotto, un logo curato e una comunicazione istituzionale non bastano più: vogliamo vedere chi c'è dietro.
Questo non significa che ogni imprenditore debba trasformarsi in influencer. Significa però che chi riesce a essere riconoscibile dispone di uno strumento competitivo che molti concorrenti continuano a sottovalutare.
Perché la fiducia non si costruisce più soltanto attorno a un marchio, ma anche attorno a chi lo rappresenta.
