La copertina di un libro รจ solo una scelta estetica?
In editoria, la copertina non รจ "decorazione". ร una decisione commerciale.
E, prima ancora, รจ un patto: ๐ฝ๐ฟ๐ผ๐บ๐ฒ๐๐๐ฒ ๐๐ป ๐บ๐ผ๐ป๐ฑ๐ผ ๐ฝ๐ฟ๐ถ๐บ๐ฎ ๐ฐ๐ต๐ฒ ๐ถ๐น ๐น๐ฒ๐๐๐ผ๐ฟ๐ฒ ๐น๐ฒ๐ด๐ด๐ฎ ๐๐ป๐ฎ ๐ฟ๐ถ๐ด๐ฎ.
C'รจ un vecchio luogo comune: "non giudicare un libro dalla copertina". Poi perรฒ succede esattamente il contrario โ soprattutto con i libri di cui non abbiamo mai sentito parlare.
Come dice Jessica Helfand, "a book is a visual object": lo compri prima di averlo letto, quindi lo devi poter giudicare anche da lรฌ.
E la copertina, per funzionare, deve fare una cosa semplice e difficilissima: fermarti.
La copertina oggi lavora in due mondi:
- in libreria, dove vince chi "buca lo scaffale" (spine, colori, gerarchie chiare)
- online, dove spesso รจ una miniatura grande come un francobollo: se non รจ leggibile e riconoscibile, semplicemente non esiste.
I numeri lo confermano: nel Regno Unito, secondo il survey Books & Consumers di NielsenIQ, il 13% degli acquisti รจ influenzato dalla copertina.
๐๐ต๐ฒ ๐ฐ๐ผ๐๐ฎ ๐ณ๐ฎ ๐๐ป๐ฎ ๐ฐ๐ผ๐ฝ๐ฒ๐ฟ๐๐ถ๐ป๐ฎ "๐ด๐ถ๐๐๐๐ฎ" (non "bella" in astratto, ma giusta per quel libro e per quel lettore):
โ segnala il genere (senza clichรฉ pigri, ma con codici riconoscibili)
โ dร una promessa emotiva (che sensazione mi darร questo libro?)
โ รจ leggibile (titolo e autore: subito, sempre)
โ ha una gerarchia chiara (non tutto deve gridare)
โ regge come immagine (in mano, ma anche in miniatura)
In pratica: la copertina รจ il primo capitolo del marketing editoriale.
Se รจ centrata, aiuta il libro a farsi scegliere. Se รจ confusa, costringe il libro a spiegarsi troppo tardi.
Vi lascio alcune copertine che, secondo me, fanno esattamente questo:
promettono bene e mantengono.