L'algoritmo? Non mi interessa

02.07.2026

Chi lo ha detto che Instagram funziona solo se ci si mette in mostra, si parla in video, si racconta la propria quotidianità o si inseguono i trend? Per capire quali scelte abbiano senso, bisogna prima sapere a cosa si sta puntando.

Se una persona ha già costruito la propria reputazione altrove, Instagram non è il luogo in cui conquistare credibilità, ma quello in cui esprimere una visione. Il profilo di Massimo Crivellari appartiene a questa categoria. Non cerca di convincerti che sia un bravo fotografo. Lo dà per scontato. Ti invita, piuttosto, a osservare il mondo attraverso il suo sguardo.

La domanda che ci si dovrebbe porre è questa: «Il mio modo di comunicare è coerente con la persona che sono e con il momento della mia vita?». Per un fotografo agli inizi probabilmente la risposta sarebbe diversa. Per un autore affermato, come Massimo Crivellari, invece, la coerenza può valere più della crescita.

È questo l'aspetto che trovo più interessante del suo profilo: dimostra che una buona comunicazione non consiste nel seguire le stesse regole di tutti, ma nello scegliere quali regole vale la pena seguire e quali, invece, ignorare.

(Prima che qualcuno me lo faccia notare: sì, Massimo Crivellari è mio marito. E no, non mi ha chiesto lui di scrivere questo articolo. Anzi, sono quasi certa che, appena lo leggerà, mi dirà: «Barbara, quando la smetterai di perdere tempo davanti a quel casselotto? Sei peggio di un'adolescente!»)

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