Prima e Dopo

03.05.2026

Prima: io, mentre cerco di sembrare graziosa.
Dopo: io, rivista e corretta dall'I.A.

Oggi ci divertiamo. E facciamo bene: è veloce, accessibile, spesso sorprendente. Ma già adesso molti lavori li fa lei: ci mette un attimo e costa poco.

Non è una previsione, è una constatazione. Il punto non è se sia giusto o sbagliato. Il punto è che sta succedendo.

Per anni abbiamo costruito interi mestieri su attività esecutive: impaginare, ritoccare, adattare, produrre varianti. Oggi quella parte si comprime: vale meno e viene fatta più in fretta.

Si intravedono due direzioni: da una parte il lavoro che resta umano perché richiede presenza, scelta, responsabilità; dall'altra quello che resta perché qualcuno è disposto a farlo a prezzo stracciato.

E' un cambio di equilibrio, da guardare senza troppa ingenuità. Per chi lavora significa smettere di identificarsi con lo strumento; per chi commissiona, imparare a distinguere tra esecuzione e pensiero. Una macchina può fare bene il "come", molto meno il "perché"

Intanto io mi godo la mia versione migliorata. Ma, se fossi giovane, inizierei a informarmi su come si coltiva lo zafferano: non risponde ai prompt e, per il momento, ha ancora bisogno di mani vere.

PRIMA

DOPO

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