marketing ed eventi culturali

Comunicazione in tutte le sue declinazioni: eventi culturali, promozione aziendale. social.

Arrivo da un'esperienza pluriennale nella pubblicità nelle relazioni pubbliche e nell'organizzazione di eventi. 

In editoria, la copertina non è "decorazione". È una decisione commerciale. E, prima ancora, è un patto: 𝗽𝗿𝗼𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲 𝘂𝗻 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗹 𝗹𝗲𝘁𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗶𝗴𝗮.
C'è un vecchio luogo comune: "non giudicare un libro dalla copertina". Poi però succede esattamente il contrario — soprattutto con i libri di cui non abbiamo mai sentito parlare.
Come dice Jessica Helfand, "a book is a visual object": lo compri prima di averlo letto, quindi lo devi poter giudicare anche da lì. E la copertina, per funzionare, deve fare una cosa semplice e difficilissima: fermarti.
La copertina oggi lavora in due mondi:
- in libreria, dove vince chi "buca lo scaffale" (spine, colori, gerarchie chiare)
- online, dove spesso è una miniatura grande come un francobollo: se non è leggibile e riconoscibile, semplicemente non esiste.
I numeri lo confermano: nel Regno Unito, secondo il survey Books & Consumers di NielsenIQ, il 13% degli acquisti è influenzato dalla copertina.
𝗖𝗵𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗳𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗽𝗲𝗿𝘁𝗶𝗻𝗮 "𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗮"
(non "bella" in astratto, ma giusta per quel libro e per quel lettore):
– segnala il genere (senza cliché pigri, ma con codici riconoscibili)
– dà una promessa emotiva (che sensazione mi darà questo libro?)
– è leggibile (titolo e autore: subito, sempre)
– ha una gerarchia chiara (non tutto deve gridare)
– regge come immagine (in mano, ma anche in miniatura)
In pratica: la copertina è il primo capitolo del marketing editoriale. Se è centrata, aiuta il libro a farsi scegliere. Se è confusa, costringe il libro a spiegarsi troppo tardi.

gennaio 2026

A volte il marketing migliore è già nel nome.
𝗦𝘁𝗮𝗿𝗯𝗲𝗻𝗲 non è uno slogan creativo: è una promessa chiara, comprensibile, concreta.
Un vero 𝘯𝘰𝘮𝘦𝘯 𝘰𝘮𝘦𝘯.
Dietro Starbene Group c'è una scelta coerente, partita 30 anni fa: unire 𝗽𝗮𝗹𝗲𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗲 𝗳𝗶𝘀𝗶𝗼𝘁𝗲𝗿𝗮𝗽𝗶𝗮 in un'idea di benessere a 360°, dove prevenzione, movimento e recupero dialogano davvero.
E dietro il progetto ci sono 𝗔𝗻𝗻𝗮𝗹𝗶𝘀𝗮 𝗲 𝗥𝗼𝗯𝗲𝗿𝘁𝗼: coppia nel lavoro e nella vita, che ha trasformato una passione condivisa per il benessere in un sistema solido, leggibile, credibile.
👉 Dal punto di vista del marketing, funziona perché:
- il nome anticipa l'esperienza
- il posizionamento è semplice, non semplificato
- l'identità è allineata alle persone che la incarnano
Quando nome, progetto e visione coincidono, il messaggio arriva. E arriva forte.

gennaio 2026

Qualche scrittore mi ha chiesto consiglio su come gestire i propri social.
Il primo — che vale per dieci — è questo: la voce deve essere vera.
I lettori (che sui social sono il target principale di uno scrittore) vogliono sentire lo scrittore: sapere cosa pensa, come guarda il mondo, entrare un po' in confidenza.
Secondo spunto: meno autoreferenzialità. I social non sono un monologo fatto di "io, io, io".
Terzo — valido per qualsiasi ambito —: coinvolgere chi ci dedica il proprio tempo. Aprire conversazioni sui libri letti, fare domande, cercare un terreno comune.
Quanto alla frequenza, conta il contenuto, non la scadenza.
Inutile esserci ogni lunedì se non si ha niente da dire.
La morale è sempre quella: sii te stesso. Se poi c'è anche la Nutella, meglio. Ma non è obbligatoria.

gennaio 2026

Pa𝗿𝗹𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝗻𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗱𝗼𝗻𝗻𝗲.
Nel 2026, parlare di vino significa riconoscere un mercato c𝐜𝐨𝐧𝐬𝐚𝐩𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞, 𝐦𝐚𝐭𝐮𝐫𝐨. E soprattutto 𝗽𝗹𝘂𝗿𝗮𝗹𝗲.
Spolert Winery lo fa con naturalezza, mettendo in scena un brindisi tra amiche: giovani, spontanee, credibili.
Non un artificio narrativo, ma una situazione reale.
👉 È comunicazione che funziona perché:
– allarga l'immaginario del vino, senza banalizzarlo
– parla alle consumatrici, riconoscendole come interlocutrici
Spolert Winery racconta il vino per quello che è: 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮, 𝗽𝗶𝗮𝗰𝗲𝗿𝗲, 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲, evitando scorciatoie e stereotipi fuori tempo massimo.
A volte il buon marketing non fa rumore.
Fa semplicemente la 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗮.

gennaio 2026

In un mercato maturo come quello del vino, il posizionamento è una necessità:
𝗱𝗮𝘁𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝘀𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗹'𝗼𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗱𝗼𝘁𝘁𝗼, 𝗲̀ 𝗰𝗼𝘀𝗶̀ 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶 𝗮𝗰𝗾𝘂𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗽𝗲𝘀𝗼 𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀.
Scegliere un tema e presidiarlo fa la differenza.
Masut da Rive si presenta come "𝗽𝗶𝗼𝗻𝗶𝗲𝗿𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗶𝗻𝗼𝘁 𝗡𝗲𝗿𝗼 𝗶𝗻 𝗙𝗿𝗶𝘂𝗹𝗶".
Non è uno slogan, ma una scelta strategica di posizionamento.
𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗳𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮:
- 𝗿𝗶𝗱𝘂𝗰𝗲 𝗶𝗹 𝗿𝘂𝗺𝗼𝗿𝗲: invece di parlare genericamente di passione e tradizione, concentra il messaggio su un territorio narrativo chiaro. 
- 𝗗𝗮̀ 𝘀𝗽𝗲𝘀𝘀𝗼𝗿𝗲 𝗮𝗹 𝗯𝗿𝗮𝗻𝗱: "pionieri" evoca tempo, rischio, visione. Valori strutturali, non mode di passaggio.
- 𝗙𝗶𝘀𝘀𝗮 𝗹𝗮 𝗺𝗲𝗺𝗼𝗿𝗶𝗮: dopo l'incontro, il brand resta. E resta per quel preciso concetto.
👉 𝗦𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗺𝗮𝗿𝗸𝗲𝘁𝗶𝗻𝗴:
quando il mercato è affollato, scegli chi essere. E definisciti con poche parole chiare.

gennaio 2026

𝗖𝗼𝗺𝗲 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗱𝗶𝘀𝗮𝘀𝘁𝗿𝗼 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘀𝗰𝗶𝘃𝗼𝗹𝗮𝗿𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗲𝘁𝗼𝗿𝗶𝗰𝗮 (𝗲 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘀𝗽𝗮𝗿𝗶𝗿𝗲).
Quando 𝗕𝗼𝗿𝗴𝗼 𝗘𝗶𝗯𝗻, prestigioso resort a Sauris, è stato distrutto da un incendio a inizio 2024, non ha fatto la cosa più facile: tacere o "addolcire".
Ha mostrato le macerie.
Ha raccontato la fatica.
Ha ringraziato chi c'era.
Poi, pochi giorni dopo, ha fatto una cosa ancora più difficile: ha trasformato l'emozione in un gesto concreto
(voucher, link, "𝘤𝘪 𝘳𝘪𝘷𝘦𝘥𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘱𝘳𝘦𝘴𝘵𝘰").
Le crisi non si superano con i post perfetti. Si superano con una storia coerente e una comunità che sente di farne parte.
Borgo Eibn ha affrontato il disastro così:
– 𝘃𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮̀ (mostrare il danno)
– 𝘃𝗼𝗰𝗲 (metterci la faccia)
– 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮̀ (ringraziamenti, "tutti insieme")
– 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗿𝗲𝘁𝗮 (voucher), senza travestirla da favola.
Una sequenza semplice, ma potente.
E soprattutto replicabile per qualunque piccola realtà che, a un certo punto, si trovi a fare i conti con un colpo duro e inaspettato.

gennaio 2026

𝗢𝗱𝗲𝘁𝘁𝗲 𝗖𝗼𝗽𝗮𝘁: 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘀𝘂𝗼𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗳𝗮𝗻𝗳𝗮𝗿𝗮.
Scrittrice, e molto brava, 𝗢𝗱𝗲𝘁𝘁𝗲 𝗖𝗼𝗽𝗮𝘁 sa comunicare sui social con una grazia travolgente.
I suoi post sono spesso esilaranti, intelligenti, mai compiaciuti. Regalano sprazzi di vita, impressioni, sogni — sempre tenuti insieme da uno sguardo narrativo riconoscibile.
Risultato: funzionano.
𝗠𝗼𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗱𝗶 𝗺𝗮𝗿𝗸𝗲𝘁𝗶𝗻𝗴:
Odette Copat non usa i social per promuoversi.
Li usa per abitare con coerenza il proprio ruolo di scrittrice.
Costruisce nel tempo una voce, un immaginario, una presenza.
La trovate su Instagram e, in libreria, con 𝘊𝘰𝘮𝘦 𝘴𝘪 𝘦𝘴𝘱𝘳𝘪𝘮𝘦 𝘶𝘯 𝘥𝘦𝘴𝘪𝘥𝘦𝘳𝘪𝘰 (Bompiani).


gennaio 2026

𝗟'𝘂𝗻𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗳𝗮 𝗹𝗮 𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮.
Soprattutto quando nasce da una visione condivisa.
Un bell'esempio è la 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗻𝗮𝘁𝗮𝗹𝗶𝘇𝗶𝗮 2025 realizzata da 𝗖𝗮' 𝗟𝗼𝘃𝗶𝘀𝗼𝘁𝘁𝗼, cantina di Prepotto che ha nello Schioppettino uno dei suoi vini simbolo.
Per le feste ha scelto di affiancare a una bottiglia una copia dell'antologia del concorso letterario "Prepotto. I racconti dello Schioppettino" (edita da Kappa Vu).
Il concorso nasce e si riconosce nel motto
𝘚𝘤𝘩𝘪𝘰𝘱𝘱𝘦𝘵𝘵𝘪𝘯𝘰, 𝘢𝘧𝘧𝘪𝘯𝘢𝘵𝘰 𝘪𝘯 𝘤𝘶𝘭𝘵𝘶𝘳𝘢: un'idea che qui trova una traduzione concreta e coerente.
🍷 Vino
📖 Cultura
🎄 Territorio
Non un semplice regalo, ma un progetto che mette in relazione mondi affini, rafforzandoli a vicenda.
𝗨𝗻 𝗼𝘁𝘁𝗶𝗺𝗼 𝗲𝘀𝗲𝗺𝗽𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗼-𝗯𝗿𝗮𝗻𝗱𝗶𝗻𝗴, perché parte dai valori e non dall'operazione.
Quando l'identità è chiara, collaborare diventa naturale. E il risultato funziona.

gennaio 2026

𝗔𝗳𝗳𝗶𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝘃𝗶𝗻𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗺𝗮𝗿𝗸𝗲𝘁𝗶𝗻𝗴: 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗳𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼.
𝗩𝗶𝗴𝗻𝗮 𝗣𝗲𝘁𝗿𝘂𝘀𝘀𝗮 è una piccola cantina di grande prestigio, guidata da due donne tutto pepe — proprio come lo Schioppettino che producono.
La loro comunicazione su Instagram offre più di uno spunto da cui trarre ispirazione
𝟭. 𝗔𝘂𝘁𝗲𝗻𝘁𝗶𝗰𝗶𝘁𝗮̀ 𝗻𝗼𝗻 𝗱𝗶𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗮𝘁𝗮, 𝗺𝗮 𝗽𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮𝘁𝗮: foto, testi e scelte narrative restituiscono l'idea di una cantina che è, prima ancora di dire di essere.
𝟮. 𝗖𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲, 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶𝘀𝗺𝗶: le persone ci sono — e si sentono — ma non diventano personaggi. La dimensione femminile e generazionale emerge in modo naturale, senza enfasi.
𝟯. 𝗥𝗶𝘁𝗺𝗼 𝗹𝗲𝗻𝘁𝗼, 𝗰𝗼𝗲𝗿𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗱𝗼𝘁𝘁𝗼: la comunicazione non insegue l'algoritmo. Tempi distesi, nessuna ansia di esserci a tutti i costi. Un ritmo perfettamente coerente con il vino: stagioni, attese, silenzi, cicli naturali.
𝟰. 𝗘𝘀𝘁𝗲𝘁𝗶𝗰𝗮 𝘀𝗼𝗯𝗿𝗶𝗮, 𝗺𝗮𝗶 𝗽𝗮𝘁𝗶𝗻𝗮𝘁𝗮: le immagini sono curate, ma non levigate. Niente costruzioni artificiali: la bellezza nasce dal contesto reale — vigna, cantina, bottiglia, luce vera.
𝟱. 𝗔𝘀𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝗿𝗲𝘁𝗼𝗿𝗶𝗰𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗲𝗿𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲: il vino non viene spiegato troppo né spinto, ma viene mostrato dentro una vita che lo rende necessario. È una comunicazione che si fida di chi sta dall'altra parte — e chi comunica così, di solito, è molto sicuro di ciò che fa.
𝟲. 𝗖𝗼𝗲𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮 (𝗼𝗻𝗹𝗶𝗻𝗲 = 𝗼𝗳𝗳𝗹𝗶𝗻𝗲): ciò che si vede su Instagram è esattamente ciò che si troverebbe andando in cantina.
👉 𝐷𝑎 𝑉𝑖𝑔𝑛𝑎 𝑃𝑒𝑡𝑟𝑢𝑠𝑠𝑎 𝑖𝑙 𝑚𝑎𝑟𝑘𝑒𝑡𝑖𝑛𝑔 𝑒̀ 𝑚𝑖𝑛𝑑𝑠𝑒𝑡, 𝑛𝑜𝑛 𝑡𝑒𝑐𝑛𝑖𝑐𝑎.

gennaio 2026

𝗟𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗺𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝗺𝗮𝗿𝗸𝗲𝘁𝗶𝗻𝗴 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗼 𝘀𝗰𝗿𝗶𝘁𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗮𝘂𝘁𝗲𝗻𝘁𝗶𝗰𝗼
La promessa di 𝗚𝗶𝘂𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗖𝗶𝘁𝘁𝗶 è chiara: portare il lettore in un mondo mitico e al tempo stesso autentico, fatto di sentimenti forti e storie radicate in una terra viva, in contrasto con una contemporaneità spesso innaturale e disumana.
Citti costruisce questa promessa con coerenza 𝗱𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗲 𝗳𝘂𝗼𝗿𝗶 𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗴𝗶𝗻𝗮.
In pubblico parla con parole semplici ma cariche di pathos. Racconta la sua terra d'elezione — le Valli del Natisone — con la stessa intensità con cui lo fa nei suoi libri.
Non nasconde aspetti della sua vita che a molti possono apparire ruvidi — come la connessione profonda con la natura e la vita rustica di montagna — né edulcora le ombre delle esistenze che mette in scena.
Allo stesso tempo, sa accendere la luce su ciò che tutti riconoscono come valore: il legame con il territorio, una vita dura ma piena, la bellezza delle tradizioni umane.
È una promessa che si vede 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗖𝗶𝘁𝘁𝗶 𝗮𝗽𝗿𝗮 𝗯𝗼𝗰𝗰𝗮.
Il cappello da cowboy che indossa sempre è più di un accessorio: 𝘀𝗲𝗴𝗻𝗼 𝘃𝗶𝘀𝗶𝘃𝗼 𝗳𝗼𝗿𝘁𝗲 𝗲 𝗰𝗼𝗲𝗿𝗲𝗻𝘁𝗲 con il suo racconto del mondo. Evoca figure di confine, di frontiera, di uomo in cammino; richiama eroi solitari come Tex Willer, personaggi che vivono ai margini, guidati da una bussola interna fatta di valori e legami profondi con la natura.
👉 Nel personal branding, un segno visivo costante non è folklore: 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮 𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶𝘁𝗮̀ 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲.
𝗧𝗮𝗸𝗲𝗮𝘄𝗮𝘆 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗵𝗶 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝘀𝗰𝗲 𝘂𝗻 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮𝗹 𝗯𝗿𝗮𝗻𝗱
La promessa di Citti non è un claim di marketing, ma un mondo narrativo che si riflette:
- nella sua opera letteraria
- nella sua presenza pubblica
- nei segni visivi che lo accompagnano
Non è spettacolo.
𝗘̀ 𝗰𝗼𝗲𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘁𝗿𝗮 𝗰𝗶𝗼̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮 𝗲 𝗰𝗶𝗼̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗲̀.

gennaio 2026